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Amianto e Salute

L'inalazione e la deposizione nei polmoni di fibre di amianto possono causare alcune gravi malattie: fibrosi e carcinoma bronchiale a carico del polmone; versamenti, ispessimenti e tumore maligno a carico della pleura (mesotelioma).
Il rischio di contrarre queste malattie è connesso alla presenza nell'aria di fibre di amianto respirabili, ovvero con particolari caratteristiche dimensionali e geometriche che ne determinano il potere di penetrazione attraverso le vie aeree: diametro minore di 3 µm. Il formarsi di ispessimenti e placche nei tessuti sembra dipendere dall'azione meccanico-irritativa delle fibre, che per dimensioni e composizione non sono distrutte dal sistema di difesa dell'organismo. La patogenesi sembra correlata alla struttura fisica delle fibre piuttosto che alla composizione chimica o ad altri fattori, come la presenza di sostanze contaminanti le fibre.
Numerosi studi evidenziano una stretta dipendenza tra quantità di fibre respirate e accumulate nei polmoni e frequenza delle manifestazioni patologiche, nonché tra comparsa e gravità della malattia e l’intensità dell'esposizione (concentrazione di fibre di amianto aerodisperse e tempo di permanenza nell'ambiente inquinato). I sintomi di queste patologie di solito non appaiono prima di 20-30 anni dalla prima esposizione ad amianto.
Le persone di gran lunga più a rischio sono quindi quelle che hanno lavorato nell'estrazione dell'amianto e nella fabbricazione di manufatti con amianto e, più in generale, chi li ha manipolati frequentemente senza alcuna protezione (manutentori, installatori, ecc…).
Studi scientifici non hanno evidenziato una soglia “di sicurezza” del livello di esposizione alle fibre di amianto, al di sotto della quale cioè non vi è rischio di ammalare.
La gran parte delle persone esposte a basse concentrazioni di fibre di amianto aerodisperse, quali quelle che usualmente si rilevano in aria ambiente (concentrazione in aria inferiore a 2 fibre/litro), non sviluppa le malattie amianto-correlate.
La sola presenza di materiali contenenti amianto nel proprio ambiente di lavoro o di vita non implica necessariamente una situazione di rischio significativo. Naturalmente, occorre che i materiali non vengano disturbati, al fine di non liberare fibre in aria. I materiali più pericolosi sono quelli friabili, per i quali sono sufficienti blande azioni meccaniche (correnti d'aria, vibrazioni o deboli manipolazioni) per disperdere fibre nell'ambiente; quelli compatti invece non liberano fibre a meno che sottoposti a frantumazione, abrasione o deterioramento.
In conclusione, in presenza di materiali contenenti amianto il livello di rischio per la salute rimane basso a condizione di adottare le opportune precauzioni per evitarne il rilascio di fibre.