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Cos’è l’amianto

Con il nome amianto si indicano numerosi silicati idrati a struttura microcristallina, di varia composizione chimica e aspetto fibroso. Sono suddivisi in due grandi gruppi:

  • ANFIBOLI (silicati di calcio e magnesio): crocidolite (foto 1); amosite (foto 2); antofillite; actinolite; tremolite

  • SERPENTINO (silicati di magnesio): crisotilo (foto 3)

L'amianto si trova in natura legato ad altri minerali costituenti la roccia madre, dalla quale si asportano le fibre, e viene estratto in miniere o cave. In Italia vi sono consistenti giacimenti di crisotilo a Balangero e in alta Val di Lanzo (TO), in Val Malenco (SO), in Val Sesia (VC) e in Valle d'Aosta.

L'amianto è stato utilizzato in modo massiccio nel passato per le sue ottime proprietà tecnologiche: buona resistenza al fuoco e al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura; si lega facilmente con materiali da costruzione e, in particolare nel caso del crisotilo, è molto flessibile.

Per queste grandi qualità, associate a bassi costi, l'amianto è stato utilizzato per produrre un grande numero di manufatti per l'industria, l'edilizia, i trasporti e anche per uso domestico.

Il crisotilo, la crocidolite e l'amosite sono state le varietà più diffusamente utilizzate.

 

A causa degli accertati effetti dannosi delle fibre di amianto, in Italia sono state vietate "…l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto…" dal 1993 (Link Legge n. 257 del 27/03/1992).

Attualmente sono ancora in opera una buona parte dei manufatti installati prima di allora.

 

Fascio di crocidolite (amianto
blu) allo stereomicroscopio

Fascio di amosite (amianto
bruno) allo stereomicroscopio
Fascio di crisotilo (amianto
bianco) allo stereomicroscopio